domenica 5 maggio 2013

È necessario rivedere ogni cosa, ripartire dalle basi. Devo poter mettere in discussione ogni singola istituzione, perché l'istituzione che esiste deve poter essere messa in discussione. È un rapporto a filo diretto: l'insostenibilità dell'esistenza comincia proprio quando le istituzioni siano così indiscutibili in sé, quando si cristallizzano(perché ad esempio sottoposto ad un processo di mitizzazione, come nel caso archetipico della Costituzione Americana, caso che si suole voler applicare ad ogni forma di Costituzione come precisa fonte di Legge).
La cristallizzazione dell'istituzione avviene nella certezza manifesta che essa rappresentando la Legge sia portatrice se non di verità, almeno del'opinione condivisa della maggioranza delle persone: quelle persone per lo più non sanno minimamente di ciò di cui si parla, e quella certezza che condividono è per l'appunto manifesta, nel senso che si manifesta nei modi e nei tempi che vuole, si definisce da sé i suoi confini, non permette forme di contraddittorio sulla sua natura.
È invece sulla natura primaria delle istituzioni che si deve aprire il dibattito, sulla Democrazia in sé, sulla sua forma rappresentativa e sulla sua crisi, sulle forme deviate come quella americana il cui modello voleva essere qui esportato almeno dai tempi del ben noto Compromesso Storico, e via dicendo.

Non è questo lo spazio primario in cui andrò criticando le forme istituzionali in sé, né sarò il primo o l'ultimo a farlo. Mi preme prima di tutto chiarire che nelle forme istituzionali attualmente in vigore esiste una ben precisa formula di autocontrollo che è la sua forma effettivamente democratica. Noi viviamo in una democrazia effettiva nel senso preciso che la democrazia produce i suoi effetti reali quando essa confluisce naturalmente, ed è stata per questa sua natura effettivamente democratica posta sotto attacco diretto da gruppi di potere costituiti per questo scopo puntuale. Ciò che di ben conosciuto al pubblico fa parte dell'attacco diretto al sistema democratico sono ad esempio le leggi elettorali o le campagne mediatiche sull'inefficienza dello stato, sulla mala sanità o sul debito pubblico.


Necessità di un governo forte, non possiamo permetterci di non avere una forte maggioranza di governo che supporti le scelte dell'esecutivo, queste sono mistificazioni dell'oggetto democratico. La democrazia con separazione dei poteri è separazione dei poteri e il potere di legiferare è affidato esclusivamente al Parlamento. Mistificare è sbandierare una presunta necessità di maggioranza: la maggioranza non può essere imposta per legge o non è altro che una dittatura della minoranza per legge. La democrazia è discussione ed in uno Stato non esistono necessità superiori a cui bisogna necessariamente rispondere, sebbene esse siano ora materializzate nei Mercati o nell'Europa, entità inesistenti in sé, per lo più autocostituite ed autolegittimate, che si pongono al di sopra degli Stati come oggetti scientifici, esseri supremi ed infallibili, sotto la cui punizione andiamo se non vi ubbidiamo. Siamo a forme di superstizione così pura che altro che i memento mori medievali. Sbandieriamo morte distruzione e disastri!! Ma che non siamo in grado di produrre cibo? Non siamo in grado di pianificare una società con le nostre tecnologie? Possibile che le tecnologie debbano servire al profitto e non al benessere? 

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